Storia della città di Arezzo e del Club

Arezzo è capoluogo di una vasta provincia della Toscana, nel mezzo della Penisola italiana, e occupa un’area facilmente raggiungibile da Firenze ( 80 km ), Siena ( 65 km ), Perugia ( km 80 ) e Roma (km 205 ). La città di Arezzo si allarga a ventaglio attorno al pendio di un rilievo collinare, punto di confluenza, si legge nelle guide turistiche, di quattro vallate: Casentino, Valtiberina, Valdichiana e Valdarno. Arezzo si trova a 43° 27’ 58’’ lat. N e a 0° 34” long O rispetto al meridiano di Roma.

La città ha una popolazione di 91.600 abitanti, ha una posizione che la collega direttamente all’Autostrada del Sole e alla dorsale ferroviaria Roma-Firenze.

Gli stanziamenti preistorici nell’area aretina testimoniano una storia che affonda le radici in un antichissimo passato: lo confermano i reperti del Paleolitico medio ed inferiore, in particolare gli strumenti litici di Venere e il cranio di Olmo. Le testimonianze di un centro urbano denominato Arretium sono databili al VI sec. a.C. e confermano il ruolo di rilievo assunto dalla città destinata a divenire una delle dodici lucumonie d’Etruria. Significative le tracce rimaste: tratti di antiche mura, resti di una necropoli sul Poggio del Sole, i bronzi della Chimera e della Minerva (V e III sec.a C.), vasi di bucchero, ceramiche greche di importazione (cratere di Euphronios).

E’ nel III sec. a.C. che la città etrusca raggiunge la massima crescita. Successivamente si allea con Roma contro i Galli Senoni, accoglie un presidio militare romano, diventa per oltre due secoli il punto di partenza dell’espansione romana verso l’Italia del nord e questo per effetto della sua posizione strategica slla via Cassia.

Nel II sec. a. C. risale la costruzione del tempio di Castelsecco, delle mura cittadine, dell’Anfiteatro, del teatro e delle terme.

E’ Caio Cilnio Mecenate, rappresentante di una potente famiglia aretina, divenuto consigliere e “ministro” di Ottaviano Agusto, che promuove la crescita economica e artistica della città. In città prende corpo l’industria dei vasi corallini, che si diffondono fino in India.

Dopo il crollo del mondo romano, Arezzo sopporta la dominazione longobarda e carolingia, fino a quando nei secoli X e XI emerge la figura del vescovo conte, che vive nel castello fortificato del Pionta, detto Duomo vecchio.

E’ nel 1289 con la disfatta dei ghibellini a Campaldino che Arezzo ottiene spazi economici e nuove opportunità di crescita a scapito di Firenze e di Siena: Campaldino è una data infausta per la città che segnerà il suo destino per un lungo periodo. Il risveglio culturale fa sì che Arezzo, nel 1255, apra uno Studium ossia una delle più antiche università medioevali.

Nel corso dei secoli XIII e XIV la città acquista splendore civile,culturale e artistico, si costruiscono case torri e dimore signorili, è sistemata Piazza Grande, si edifica la Pieve, il Duomo, San Domenico, San Francesco, il palazzo del Capitano del Popolo, della Torre Rossa, dei Priori, oggi Comune.
Durante il lungo periodo di dominazione fiorentina (Signoria Medicea, Stato Granducale e governo dei Lorena), vede la città declinare dal punto di vista economico, sociale e culturale.
All'indomani dell'Unità d'Italia e della riconquistata autonomia amministrativa, Arezzo assiste ad un periodo di nuovi fermenti, nel 1866 si apre la ferrovia Firenze-Roma, il piano regolatore del 1867 dà il via all'apertura di Via Guido Monaco e ad un nuovo sviluppo urbanistico.

La crescita economica fa leva sull'apertura della Banca Popolare e del Fabbricone nel 1907, ma fino al secondo dopoguerra prevalgono le attività agricole.Dagli anni '50 in poi nascono le prime grandi fabbriche dell'abbigliamento e si sviluppa l'attività orafa, che attualmente conta 1200 aziende e dà lavoro a quasi diecimila addetti.

Di uomini illustri la storia aretina è ricchissima.

Guido d'Arezzo, inventore delle note musicali
Gaio Cilnio Mecenate, protettore di artisti nell'età augustea
Francesco Vasari, artista e intellettuale
Pietro Aretino, scrittore originale trasgressivo
Pietro Benvenuti, maggior rappresentante del neoclassicismo pittorico toscano
Leonardo Bruni, umanista
Andrea Cesalpino, botanico, medico, scienziato
Vittorio Fossombroni, ingegnere idraulico, economista, intellettuale, politico
Guittone d'Arezzo, poeta sperimentale
Margaritone, pittore scultore, architetto
Francesco Redi, scienziato galileiano
Ristoro d'Arezzo, divulgatore del sapere medioevale
Spinello Aretino, grande artista
Francesco Severi, matematico

Il Rotary Club di Arezzo è nato il 15 dicembre 1948 e nel corso dei suoi cinquanta anni di vita, abbondantemente superati, ha svolto un’intensa attività: una profonda azione sociale, quale espressione dello spirito d servizio, e un’attento impegno culturale scaturito direttamente dalle professionalità espresse dai singoli soci. Al Club piace ricordare alcune dei più significativi interventi promossi a favore della città:

- il ripristino dell’orologio di piazza Grande

- il restauro delle edicole nel centro storico

- la pubblicazione dellle due edizioni de “ La vita del Vasari ”

- le iniziative di studio per salvare l’invaso di Ponte Buriano

- l’impegno profuso per muovere l’assistenza odontomastologica ai bambini andicappati

- il restauro di una serie di opere pittoriche, patrimonio della città